enri the hammond performer

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...un bell'album dalle influenze soundtracks ed un tocco di hendrix blues... appena visti live in forma di trio con un suono ancor piu' grintoso...

...Come a dire che se non fosse per un'attitudine studiatamente cool e qualche tonnellata di strumenti, Enri potrebbe essere uno di noi (pop)... "Music Performed" è ricco di spunti melodici: profuma di soul, grooves e psichedelia, invitando al ballo con soluzioni spesso inaspettate, come nella sorprendente cinematicità di "aria"...

(traduzione italiano) ...Nei migliori pezzi dell'album dove suona l'organo è veramente grandioso, tirando fuori un goove in stile assai beat band inglese anni '60 ma condito con un feeling che risulta essere di alcune decadi di espressione musicali successive....

...il nostro si muove stiloso tra groove dal sapore indiscutibilmente antico, ma aperti a certa modernità retro-pop che non guasta..

...Non è però nelle citazioni che bisogna trovare il centro di “Music Performed”, che innesca sì un gioco di retrospettive che farebbe la fortuna dei teorici del postmoderno ma lo fa con grazia e con spirito divertito e compiaciuto, divagando spesso in territori prossimi al funk...

...il tanto abusato termine Lounge, che ha finito per diventare quasi un termine dispregiativo; occorre ricordare che esiste anche un'eccezione positiva di questa parola che, più che un genere definisce un approccio musicale, ed è viva e vegeta in questo progetto concepito dal polistrumentista Enrico Zavalloni... musica suonata e davvero bene...

...pigia forte sui tasti delle emozioni e dell’energia regalando un cocktail di brani dai sapori diversi...

FUNK ALLO STATO PURO : ENRI

...nella conclusiva Horizon che si cela il capolavoro: un pianoforte tra blues mid-tempo ed il primo Herbie Hancock, Hammond e Moog in contrappunto, tipicamente italiano (se capite cosa intendo), con lunga coda strumentale ai limiti del progressive. Paura.

...In questo nuovo disco Enri ha trasferito parte di dell'esperienza musicale, arricchendola in modo particolarissimo...

(traduzione italiano) ...Ad un primo ascolto ho pensato che le traccie erano abbastanza interessanti per raccomandarle ma ad un secondo e terzo ascolto queste incominciano a crescere dentro di te, in particolare una traccia è eccezionale e non potrà mai essere raccomandata abbastanza: "Horizon"...

... I pezzi sono tutti di grande spessore..... Qualcuno potrebbe anche avvalersi del termine lounge ma,a mio parere,si tratterebbe di una connotazione piuttosto riduttiva..... Il brillantissimo rifacimento di "Lessons in love" viene resa con tale maestria da brillare di luce propria ...

Music Performed: ...Un Hammond groove bellissimo con ottimi arrangiamenti e professionalità a pacchi... (Michael Pergolani, Renato Marengo)

...L'album è bello e invece di guardare ai successi dei Vip200 guarda avanti, eccome! Tanto Funky, le "solite" ottime cose "cinematiche" ma molto, molto più pop. Aperto a tutti dunque, suonato benissimo e pieno di melodie tra la dance e la psichedelia...

MONSIEUR
REBELDRINKhttp://rebeldrink.blog.tiscali.it/

...Questo duo originario della Romagna, ex Vip200 ci propone un hammondgroove caratterizzato da incursioni nel funky e nel jazz. Devo dire che anche se solo in due sono notevolmente migliorati nel suono dalla prima band...

Throw Billy Cobham, Return To Forever, and JTQ into a blender - and the resulting cocktail is the mad tasty sound of Enri. The dood's got the chops, the production, and the amazing tracks that are as pleasing to the head as they are to the feet. You go, son. Your skillz are sikk!

Rafe Gomez Radio/club d.j. - The Groove Boutique, NYC

...In molti pensavamo che la musica, soprattutto quella moderna, avesse fatto il suo corso, ben poche novità si sentivano in giro, ed era (ancora è!) un continuo remake di successi passati. In un mondo, quello musicale, che si stava lentamente spengendo, Enri entra di prepotenza, portando le sue novità. Ed ecco che sul palco, assieme al fido Zan, batterista di mille avventure, prende possesso come un grande mago, di tutte le sue strumentazioni, e le fa suonare, ottenendo risultati stupefacenti...

...Strabiliante nel singolo di partenza "I'm a v.i.p." Grande sfogo alle fantasie da era spaziale, alle fluorescenze anni sessanta ed ai climax emotivi che le buone canzoni pop riescono a donare...

...Enri: Guarda.. non uso l'Hammond per riprodurre sonorità anni '60 '70, uso l'Hammond come uno strumento qualsiasi, come una chitarra per un chitarrista o la voce per un cantante, uso l'Hammond perchè penso di conoscerlo abbastanza bene, come una donna quando sai come prenderla... si perchè è uno strumento un pò difficile, ha un suo mondo, lo devi saper prendere ma ha molte possibilità timbriche e mi permette di esprimere tante emozioni e star bene... insomma un pò come una donna! ....

www.babylonbus.org

GIAGUARO n°12   2005


Chiariamo subito una cosa: Enri è Enrico Zavalloni, anche se in copertina si presenta con il suo fedele batterista Zan. Ma da dove vengono questi due musicisti, che hanno tanto dato al panorama musicale a cui il Giaguaro magazine fa riferimento? Ricorderete senz'altro il mitico progetto Vip200, il cui unico album, Psicoerotica, è uscito in Italia solo in allegato al numero 6 della nostra rivista. Ebbene, Enri e Zan facevano parte di quell'avventura... In questo nuovo disco Enri ha trasferito parte di quell'esperienza musicale, arricchendola in modo particolarissimo. L'eclettico tastierista ha scritto quasi tutti i brani, li ha eseguiti suonando Hammond, piano, Moog, melodica, synth analogici, basso, chitarra e in due brani anche la batteria... Non contento, li ha pure prodotti nel suo studio (l'Atomic studio) e, in due canzoni, ha anche cantato! Ora capite perchè questo progetto si chiama Enri?!?

DUSTY GROOVE AMERICA


(TRADUZIONE)

Groove mod dalla scena italiana--molto dentro lo stile che ci ha mostrato le ultime di Record Kicks, con abbondanza di Hammond nell'insieme, ma anche un suono complessivo più orientato su influenze rock. Nei migliori pezzi dell'album dove suona l'organo è veramente grandioso, tirando fuori un goove in stile assai beat band inglese anni '60 ma condito con un feeling che risulta essere di alcune decadi di espressione musicali successive. Alcuni titoli "Italian suite", "Aria", "Lessons in love", "Another chance", "Cozmootronic experience (part1&2) e "Horizon".

REBEL DRINK


Enri: ..... chi si ricorda di "Mr. Erbazzoni"?

Questa recensione è in ritardissimo, visto che l'album d'esordio di Enri è uscito l'estate scorsa. Però merita! Innanzitutto, chi è Enri?

Enri non è "nient'altro" che i 2/3 dei rimanenti Vip200 (gruppo culto che vanta mille collaborazioni e che ha movimentato la scena Spaghetti Lounge fino a qualche tempo fa); vi ricordate di Mr. Erbazzoni? Ecco Enri è proprio lui, Enrico Zavalloni, il ragazzone romagnolo che stava dietro l'Hammond e lo suonava magistralmente! In questo disco "Music Performed", in cui suona di tutto dall'Hammond alla chitarra, dal basso al pianoforte e mille altre diavolerie elettro-vintage, si fa accompagnare dall'amico di sempre il virtuoso batterista Zan (anch'egli ex Vip200).

L'album è bello e invece di guardare ai successi dei Vip200 guarda avanti, eccome! Tanto Funky, le "solite" ottime cose "cinematiche" ma molto, molto più pop. Aperto a tutti dunque, suonato benissimo e pieno di melodie tra la dance e la psichedelia.

Da avere.

NICOLA ANDRUCCI


Ed eccomi qua a commentare quello che, senza ombra di dubbio, è stato il concerto musicale più bello, coinvolgente e interessante, di tutto il 2006 (e io di concerti ne vedo parecchi).La piacevole sorpresa è che questo è stato tenuto da un musicista-artista che conosciamo molto bene: ENRI, Enrico Zavalloni.Musicista e artista, badate bene, è un connubio molto raro. Si perché Enri, non solo suona, ma crea ciò che suona, e lo fa egregiamente.Enri è qualcosa di veramente nuovo nel panorama musicale, e non solo italiano! In un mondo, quello della musica, oramai vuoto, privo di idee e di novità, il groove di Enri si infila come una spada che ti trafigge con le sue sonorità ricercate, prese dal passato, ma che hanno una forte connotazione moderna. Riconosciamo nei suoi suoni quegli anni Settanta cui Enri si rivolge, utilizzando strumentazioni ed effetti propri di quel periodo (in particolare il suo organo Hammond e tutti gli effetti valvolari). Ma è un suono nuovo, catapultato direttamente negli anni Duemila e, forse, anche più avanti. Poiché questa musica, che pesca nel passato, anticipa il futuro.

In molti pensavamo che la musica, soprattutto quella moderna, avesse fatto il suo corso, ben poche novità si sentivano in giro, ed era (ancora è!) un continuo remake di successi passati. In un mondo, quello musicale, che si stava lentamente spengendo, Enri entra di prepotenza, portando le sue novità. Ed ecco che sul palco, assieme al fido Zan, batterista di mille avventure, prende possesso come un grande mago, di tutte le sue strumentazioni, e le fa suonare, ottenendo risultati stupefacenti. Un susseguirsi di R&B, funk, sonorità psichedeliche (si riconosce qualche strizzata d'occhio ai primi Pink Floyd) che coinvolgono, che piacciono, e ti costringono a non rimanere immobile sulla sedia, coinvolto dal Groove. Si proprio dal Groove, che contraddistinge la musica di Enri. Si sente che ti vuole parlare, che ha qualcosa da dirti (in un mondo, quello della musica, in cui oggi pochi hanno qualcosa da dire, eppure parlano parlano parlano...). L'effetto è devastante, non si può non rimanere coinvolti dall'atmosfera che si viene a creare. Ricordiamo che Enri non è certo nuovo a questi palchi, in passato, con i suoi VIP200 è stato, assieme ai Montefiori Cocktail, l'avanguardia italiano nella musica Lounge.

Oggi Enri è un artista maturo, che ha trovato la sua dimensione in un mondo, quello attuale della musica, piuttosto arido nel proporre novità e talenti artistici. Enri, in controtendenza, porta novità e viene apprezzato molto più all'estero che in Italia, dove purtroppo manca una vera cultura artistico-musicale. In generale l'Italia è una terra fucina di artisti, in vari campi, ma l'ignoranza del pubblico medio fa si che si debba andare all'estero per potersi esprimere. E così Enri esce in Inghilterra con un suo brano, in una compilation assieme ad altri mostri sacri della musica, tra i quali James Taylor (si ho detto James Taylor, non Biagio Antonacci...) e noi intanto piangiamo nel sentire la Pausini che canta... "Io Canto"... e io piango, ma per ben altri motivi (ma cantasse sotto la doccia e non ci rompesse i maroni a noi!!!). E mentre la gente si strappa i capelli e si emoziona nel sentire personaggi scadenti quali Gigi D'Alessio e la Tatangelo, o piange Mario Merola, il mondo della musica altrove, ma non in Italia, va avanti. Così il disco di Enri gira nelle discoteche di New York, dove è molto apprezzato. Noi invece continuiamo a dare credo a personaggi che nel mondo della musica hanno ben poco da dire. Anche coloro che sono stati in passato mostri sacri, oggi si "strascinano"  come dei vecchi, portatori di una musica che è morta oramai da secoli. Immagino il pubblico di Pino Daniele (tra cui ci sono anch'io, almeno fino alla sua produzione di 20 anni fa), che si è smarrito, provenendo da "Je so pazzo" e giungendo alle sdolcinate e mielose canzoni di oggi, prive di qualsiasi interesse musicale, che possono solo farci provare compassione per chi ha dovuto reclinare il capo alla legge di mercato. O di Zucchero Sugar Fornaciari, che solo recentemente è riuscito a produrre qualcosa di decente, dopo anni di buio assoluto, piegato a novanta, al volere del mercato.

Il mercato, i consumatori di musica, soprattutto in Italia, sono molto scadenti. Manca totalmente una cultura musicale, ed è chiaramente nel verso opposto che si deve andare. Non accondiscendere il volere del pubblico che accetta prodotti scadenti, ma creare novità interessanti e valide, per creare una sensibilità artistica nuova nel pubblico. Dell'altro pubblico, quello che, scusate il termine, ascolta "merda" non ce ne facciamo niente, lasciamolo al suo destino. Ma c'è ancora gente che ha voglia e desiderio di bella musica, ma si trova confinata in ghetti, ad ascoltare concerti nei posti più assurdi, a rovistare tra gli scaffali dei negozi di dischi per trovare quella musica che è sparita, e non solo dai negozi...

Ed ecco che Enri, durante il suo concerto di venerdì, si pone e ci pone, la fatidica domanda: "dov'è finito il Rock? dove sono finiti i grandi artisti Rock?".

Il Rock oggi è morto, portato via da coloro che ne sono state le massime espressioni. Non abbiamo più i Freddie Mercury o i Sid Barret, ma anche i grandi che sono rimasti, spesso hanno dovuto inchinarsi alle leggi del mercato, e ora sono morti dentro, che, come canterebbe Guccini, è una morte anche peggiore.

Allora ben vengano artisti come Enri che, seppure ancora confinati nella nicchia, si stanno ritagliando un loro spazio, personalmente sicuro che, se non in Italia quantomento all'estero, alla lunga questa scelta pagherà.

La musica non è morta con i mostri sacri, per cui ancora oggi possiamo dire:

IL ROCK E' MORTO... EVVIVA IL ROCK!!!

 

NICOLA ANDRUCCI (scrittore)"COSA NOSTRA: ATTACCO ALLO STATO" edito MONTEDIT 2006

TRAX


A qualcuno non piacerà rispolverare il tanto abusato termine Lounge, che ha finito per diventare quasi un termine dispregiativo; occorre ricordare che esiste anche un'eccezione positiva di questa parola che, più che un genere definisce un approccio musicale, ed è viva e vegeta in questo progetto concepito dal polistrumentista Enrico Zavalloni in collaborazione con Luca Torri alla batteria. I riferimenti agli anni '50 e '60 sono palesi, ma la tecnica eccellente dei musicisti unita ad alcuni spunti di sperimentazione davvero interessanti esorcizzano questo disco dalla pericolosa sensazione di "già sentito" ; ascoltare come la cover di "Lessons in love" scherza partendo da atmosfere da aperitivo per poi citare con gusto l'old school Detroit style. Provate a resistere alla tentazione di muovervi al ritmo di rock di "Old enough" (uno dei due pezzi cantati), oppure lasciatevi rapire dalle improvvisazioni sognanti di "Horizon" : musica suonata e davvero bene. Marco Rigamonti

SOUL GENERATION (UNITED KINGDOM)


(TRADUZIONE)

A parte la traccia n°1, questo album non è certo la solita uscita retro-mod, non ci sono irritanti power pop anatemi o struggenti e melense folate di Hammond B3.

Invece Enri appare molto interessato ad emulare le differenze di suono che si potrebbero trovare in un album raccolta KPM, ha tanto feeling con l'Hammond quanto Keith Mansfield. A proposito intendo dire che mentre un piede è fermamente conficcato nel passato, quell'altro cerca una rottura in cerca di nuove direzioni. Molte tracce implicano tantissimo tempo passato davanti ad uno schermo guardando gli episodi di "How to" e "This is science" degli anni '60 e '70.

Ad un primo ascolto ho pensato che le traccie erano abbastanza interessanti per raccomandarle ma ad un secondo e terzo ascolto queste incominciano a crescere dentro di te, in particolare una traccia è eccezionale e non potrà mai essere raccomandata abbastanza: "Horizon" , che è l'ultima traccia dell'album ed è altamente ambiziosa, parte con un groove di piano da testa dondolante ed apre in una vera psichedelica spaca-age-gem imbottita di Moog.

Per la maggior parte dell'album è un mix di Hammond B3, Moog, melodica, elettronica e ruvide parti ritmiche con esplosioni di crude chitarre fuzz. Le composizioni sono largamente avventurose e non le tipiche uscite mod che uno potrebbe aspettarsi da un gruppo mod italiano.

ROCKERILLA


Enri Music performedvoto RRR

Depositario di una formula pop decisamente accattivante e divertente, Enri trasporta in questa nuova avventura il bagaglio di esperienza maturato con i Vip200, band assai nota nel panorama cocktail di inizio 1999. Strabiliante nel singolo di partenza "I'm a v.i.p." e comunque convincente nel resto della prima parte dell'album grazie ad una fantasiosa interpretazione di soul, funk e soprattutto Hammond style, Enri si concede un pò di sana esplorazione psichedelica in "Cøzmøøtronic Experience" e si fa liberamente ispirare dagli Air in "Lessons in love". Grande sfogo, dunque, alle fantasie da era spaziale, alle fluorescenze anni sessanta ed ai climax emotivi che le buone canzoni pop riescono a donare.

Michele Casella

INDIE POP


Sarà utile giustificare la presenza di Enri (non è chiaro se al progetto si vogliano dare connotazioni da solista o meno, quindi scegliamo noi: sì), già leader dei disciolti vip200, sulle nostre pagine: "Music performed" non è un disco pop, ma i suoi molteplici guizzi tangono il genere a noi caro da più party (non è un refuso): hammond groove, 60s lounge, northern soul. Come a dire che se non fosse per un'attitudine studiatamente cool e qualche tonnellata di strumenti, Enri potrebbe essere uno di noi. E poi "Music Performed" è ricco di spunti melodici: profuma di soul, grooves e psichedelia, invitando al ballo con soluzioni spesso inaspettate, come nella sorprendente cinematicità di "aria", strumentale di intricata psych-lounge che rivela un più spiccato orientamento verso l'easy listening di classe rispetto alle esperienze dei Vip200, che procede di pari passo all'aumentare delle tematiche funk e soul. Non manca però quel compiacimento nelle scelte strumentali (e vocali:"old enough") che "fa scena", e finisce con il limitare la fruizione del lavoro agli ambiti limitrofi alla casta di partenza, laddove la fruibilità di pezzi come "I'm a vip", prepotente esercizio Kinksiano ricchissimo di personalità, suggerirebbe il contrario. La schematicità di fondo è ancora molto legata alle convenzioni dell'hammond groove e della neolounge, con effetti ambivalenti: se fa piacere riconoscere un cavallo di battaglia degli eighties come "Lessons in Love" (Level 42), l'appeal della versione Enriana sarà evidente solo agli integralisti dell'hammond (che in potenza sono più di quelli effettivi, va detto). Più apprezzabili - per quel che ci riguarda - i tentativi d'evasione verso lo spaceage pop (già sdoganato alle masse dagli Air) di "Another Chance", o verso la canzone ("Love song"), che cercano di ampliare il linguaggio musicale di Enri, i cui limiti sono peraltro in costante movimento; lo testimoniano le due parti di "Cozmootronic experience", funk futurista e visionario in conflitto con la colonna sonora di un action movie, e la progressione di hammond di "Birds", la cui tenacia mostra inaspettate scheggie di nostalgia già riscontrate (addirittura!) nei Go!Team. Tre soli i pezzi cantati (serva da avvertenza), per un disco nel complesso solido, coerente e ben suonato, ma la cui piena digeribilità è da verificare. Salvatore

UOMO RAGNO CLUB


Questo duo originario della Romagna, ex Vip200 ci propone un hammondgroove  caratterizzato da incursioni nel funky e nel jazz. Devo dire che anche se  solo in due sono notevolmente migliorati nel suono dalla prima band (che  faceva un lounge a tratti monotono). Sono veramente bravi con Mr Enri che  suona il piano, l'hammond, il moog, chitarra e basso e sintetizzatori (insomma un uomo poliedrico) e con mr Zan che suona la batteria. A tratti,  il suono ha alcuni accenni all'elettronica simile a quella degli AIR non  so se li conoscete, ma devo dire che il loro repertorio rimane più groove  e più 60's che il gruppo francese. Il cd ci propone 11 brani più una  cover tutta personale di "lessons in love", i brani scorrono via  gradevoli che e' un piacere, consigliato l'acquisto.

FUORI DAL MUCCHIO


Sono uno dei gruppi preferiti dai Pizzicato Five, Enri, e basterebbe questo per intuire le potenzialità e l’attitudine del progetto, che nasce dalle ceneri dei Vip 200 e trova casa nel catalogo della Record Kicks, etichetta impegnata da qualche anno nel recupero di sonorità e immaginari tipici degli anni ‘60 e particolarmente attiva nel 2004, con l’esordio dei Ripidi, le compilation “Soulshaker” e il “Megalopolis” a firma  StudioDavoli.

Non si discosta troppo dalle coordinate della label milanese neppure questo “Music Performed”, dove  Enri intreccia con stile reminiscenze beat, modernariato pop, sfumature psichedeliche e hammond groove senza perdersi all’interno dei riferimenti ed allontanandosi dalle acque pericolose del revival cocktail lounge. Non è però nelle citazioni che bisogna trovare il centro di “Music Performed”, che innesca sì un gioco di retrospettive che farebbe la fortuna dei teorici del postmoderno ma lo fa con grazia e con spirito divertito e compiaciuto, divagando spesso in territori prossimi al funk, come dimostrano gli oltre otto minuti di “Cozmootronic Experience” e il coinvolgente singolo “I’m A Vip”, condito di organo e vicino alla levità “in movimento” dei Kinks. Non mancano nemmeno episodi più intimi e raffinati con cui dalla pista si passa, metaforicamente, alla cameretta: “Another Chance” si avvicina alle atmosfere degli Air, mentre convince meno “Italian Suite”, che sfrutta l’immaginario un po’ usurato delle colonne sonore da commedia all’italiana. Resta da capire l’effettiva collocazione di un prodotto come questo: se, da un lato, certe miscellanee potrebbero avvicinarlo ai gusti dei fruitori più globali di pop music e agli amanti, per esempio, dei Go Team e degli Spearmint, c’è il rischio che “Music Performed” resti un caso limitato agli “iniziati” del genere. E sarebbe davvero un peccato.

Giuseppe Bottero

ALTERNATIZINE


Enrico Zavalloni, già membro dei Vip 200, fa tutto (o quasi) da solo in questo disco. Coadiuvato, infatti, dal solo Zan (batterista dei suddetti Vip 200), suona tutti gli strumenti, dando prova di un’abilità compositiva e di una perizia strumentale indiscutibili. Se non fosse per l’accezione negativa dell’espressione potremmo dire che “se la canta e se la suona da solo”! Opera molto interessante questo “Music performed” nella quale l’amore per il suono dei Sixties e dei Seventies è messo al servizio di idee mai banali ed arrangiamenti intriganti. Si parte alla grande con I’m a V.I.P., uptempo in stile northern soul, con coretti very british e cantato super-cool, primo singolo estratto, perfetto per la radio. Si vira, ma non troppo, con l’easy soul-jazz à la Booker T. di Birds, con Hammond, melodica ed uccellini cinguettanti nello stacco. Ad interrompere l’atmosfera giocosa arriva Aria, intensa e quasi psichedelica, con un refrain di Clavinet da brividi, in perfetto italian soundtrack style, mentre la successiva Old enough riporta i canoni su un MODerno rhythm’n’blues ballabile ed uptempo, con tastiere a gò gò e break à la Jon Lord. La prima vera sorpresa arriva con la cover di Lessons in love dei Level 42, qui trattata secondo la lezione dei Moog Cookbook. Another chance è una simil-ballata per pianoforte che poi esplode in un turbinio di sintetizzatori e cantato ipnotico, mentre Italian suite fa fede al suo titolo, adagiata su un ritmo sincopato con Hammond e Moog tra l’Umiliani di “Today’s sound” ed il Piccioni de “La decima vittima”! Con ‘Cozmootronic experience part 1 and 2 è come se i Funkadelic ed i Goblin andassero a braccetto insieme, con organo, synth e basso slap da urlo! Love song è stile italiano della colonna sonora all’ennesima potenza. Ma è nella conclusiva Horizon che si cela il capolavoro: un pianoforte tra blues mid-tempo ed il primo Herbie Hancock, Hammond e Moog in contrappunto, tipicamente italiano (se capite cosa intendo), con lunga coda strumentale ai limiti del progressive. Paura. Complimenti al Signor Zavalloni per quest’opera prima e felicitazioni per Record Kicks che continua a non sbagliare un colpo. JD TIKI

RUMORE


E' un godibile disco di genere il debutto solista di Enrico "Enri" Zavalloni, già al timone dei VIP200 quando la scena cocktail lounge tricolore faceva scuola nel mondo, e ora quasi tutto fare in questo nuovo progetto. Soul, rhythm & blues, beat, psichedelia morbida:dalla grinta dell'iniziale I'm a V.I.P. alle derive spaziali della conclusiva Horizon il nostro si muove stiloso tra groove dal sapore indiscutibilmente antico, ma aperti a certa modernità retro-pop che non guasta. Piacciono anche l'incontro tra il Piccioni più fuzz e la malinconia degli Air in Aria (ehm...), l'acida suite in due parti 'Cøzmøøtronic Experince e la bollente Birds, mentre delle memorie portate a galla dalla pur convincente cover di Lessons in love (Level 42) avremmo fatto a meno senza troppi patemi.

Andrea Pomini

LIBERAZIONE


Enrico Zavalloni si lascia alle spalle l’avventura conclusa dei Vip200. Prende un po’ le distanze dal cocktail lounge e percorre nuove strade ricche di umori funk, soul e hammond groove. Accompagnato da uno scatenato Zanlock alla batteria e dai ricami chitarristici di Fuzz dei Jestofunk pigia forte sui tasti delle emozioni e dell’energia regalando un cocktail di brani dai sapori diversi ma tutti accomunati da un intenso aroma Sixties. E’ musica esplosiva per sudare in compagnia.

MILANO MODS


ENRI "Music Performed"" : ritornano i vip200 in versione duo (Enri e Zan) con un bell'album dalle influenze logicamente hammond/soundtracks ma soprattutto spostato verso ritmiche piu' soul e funk..ed un tocco di hendrix blues. appena visti live in forma di trio con un suono ancor piu' grintoso, un'altra bella sorpresa per questo vivace 2005.

BABYLON BUS intervista:


Domande per Enri:


Andrea: ”Music Performed” è un album giocato sulle atmosfere psichedeliche e funk… quali sono le cose che maggiormente ti hanno ispirato per la composizione dei vari pezzi?


Enri: La fantasia! Unita ad una buona dose di libertà artistica poichè il disco l'ho scritto e prodotto io, quindi libero di cercare e sperimentare colori musicali che mi emozionassero davvero.


Andrea: Da notare inoltre, una certa presenza di tributi alle colonne sonore cinematografiche italiane degli anni 60 e 70. La musica di Enri, può essere adeguata come colonna sonora per films?


Enri: La musica che faccio è parecchio strumentale e parto sempre da una melodia principale che strutturerà poi il pezzo, tra l'altro metodo tipico delle colonne sonore. Amo molto la melodia anche se ho sposato il funk e la black music, ma sono convinto che la caratteristica del tutto italiana di comporre melodie molto belle sia la cosa più importante che c'è rimasta.. le colonne sonore italiane di quel periodo là.. '50-'60-'70 erano piene di melodie uniche, che ti comunicavano tanto da sole, anche se sotto potevano esserci arrangiamenti molto semplici e scontati, ma la melodia "bucava" quindi la mia ricerca si basa sul accoppiare melodie il più possibile originali e nuove con "una forza tutta loro" e arrangiamenti psico-fanta-delici, ovvero il mio sound...


Andrea: Il titolo dell’album deriva soprattutto dal fatto che è nato da un musicista poliedrico e capace di cantare e suonare diversi strumenti?


Enri: Non proprio... Il titolo di un disco, come anche la copertina, credo debba riassumere l'aria che si è respirata in quel periodo, l'humus, quello che si è vissuto in quel momento, e "Music Performed" nella sua semplicità contiene il significato del lavoro a questo disco, "musica suonata" che per me vuol dire: musica vera , musica fatta col cuore , fatta di sensazioni, insomma musica e basta.


Andrea: A proposito di strumenti… dell’organo Hammond è stato fondamentale per creare la giusta atmosfera anni ‘60/’’70…


Enri: Guarda.. non uso l'Hammond per riprodurre sonorità anni '60 '70, uso l'Hammond come uno strumento qualsiasi, come una chitarra per un chitarrista o la voce per un cantante, uso l'Hammond perchè penso di conoscerlo abbastanza bene, come una donna quando sai come prenderla... si perchè è uno strumento un pò difficile, ha un suo mondo, lo devi saper prendere ma ha molte possibilità timbriche e mi permette di esprimere tante emozioni e star bene... insomma un pò come una donna!


Andrea: Ci sono delle difficoltà particolari cui si va incontro quando si decide di proporre qualcosa di originale che al tempo stesso abbia delle basi con il passato?


Enri: Si, ne ho incontrate diverse di difficoltà, a livello discografico ed editoriale per realizzare l'album, ma poi una volta uscito ho avuto solo belle sorprese.

A livello discografico chi propone quello che assomiglia al mio genere (cioè soul funk lounge ecc...) non accetta niente che non sia prettamente una riproduzione del passato, magari anche scimmiottata, ma comunque la preferiscono a qualcosa di originale... Che poi io non li capisco, ostinati a rivolgersi alla nicchia della nicchia... Ma sai spesso non sono dei professionisti, come del resto la maggiorparte delle etichette indipendenti, da un lato c'è una bellissima democrazia, ma dall'altro tutti fanno gli artisti.

Poi fortunatamente ho trovato un'etichetta seria e interessata la "Record Kicks" con la quale ho trovato un buon punto d'incontro e tutt'ora stiamo lavorando a nuove uscite discografiche. "Music Performed" è uscito per la Record Kicks nel 2005 e abbiamo venduto un migliaio di copie, il disco e stato recensito bene e lo stò proponendo nei club italiani con crescente riscontro del pubblico! Sono molto contento e sono appagato dal fatto che un pubblico "vero", molto motivato, si sta avvicinando sempre più alla mia musica!

Avanti così, sono in uscita prossimamente nuovi brani su compilation a distribuzione internazionale ottime per valutare un eventuale riscontro discografico all'estero.


Andrea: In generale, come vedi il panorama musicale canoro odierno? Cosa ti piace e cosa no, del mondo delle sette note di questi ultimi anni?


Enri: E' abbastanza deludente, compro pochissimi dischi, in gengere amo tutta la musica, elettronica, pop, hip hop, cantautori ... ma sento poco cuore nelle produzioni e ho difficoltà a sopportare gli arrangiamenti fatti a tavolino per un pubblico piuttosto che per un altro... Forse è un mio problema ma sono fermamente convinto che la cosidetta crisi discografica dipenda proprio da questa "aridità" artistica e banalità allo scopo di vendere più dischi o forse totalizzare più denaro. Non si stanno rendendo conto però che più la musica è fatta per un pubblico da "usa e getta" e più la gente se la scarica dal web.

Io credo nella forza della musica perchè ho un a cultura musicale che mi permette di scovare ottima musica e godere delle emozioni che ti da, ma la gente in genere è abituata alla radio che è saturata di merda.. che a volte puzza di rock o altre volte di pop e di elettronica... Chi detiene il power discografico decide di rendere sempre più ignorante il pubblico così può produrre la propria "droga" sempre più tagliata male, ottenere un pubblico dipendente, che a mio avviso prima o poi avrà un'overdose... Non sò... Sono curioso... Di sicuro io starò a vedere al tavolino del bar con una Tassoni in mano.


Andrea: Quali sono gli artisti che più hanno influito sulla tua formazione professionale e sul tuo stile?


Enri: Chiaramente sono tanti ma voglio menzionare: Jimi Hendrix, Prince, Ennio Morricone, Stevie Wonder, Jeff Buckley Radiohead e Portishead.


Andrea: in questo tuo lavoro discografico, ti sei avvalso dell’aiuto del batterista Zan. Com’è nata la vostra collaborazione?


Enri: Suoniamo insieme da diversi anni, insieme a Giulio Aloisi e Teo Santini abbiamo fondato i Vip200, ma con Zan c'è sempre stato un rapporto artistico speciale, siamo molto in sintonia e, oltre ad essere un batterista molto originale ed espressivo nel modo che ha di portare il tempo, è una persona che ti comunica un'energia positiva, a mio avviso importante in campo artistico. Infatti poi è venuta praticamente naturale la scelta di metterlo in copertina assieme a me.


Andrea: Quali sono le caratteristiche di un tuo spettacolo “live”?


Enri: 3 quintali di tastiere Fanta-Psico-Funk a base di Hammond, batteria, e basta.

Ultimamente sezione fiati, alla vecchia insomma... tutti in abito nero ed io in abito bianco. Psicadelia Funk con molta melodia e improvvisazione!


Andrea: “Music Performed” è stato distribuito in Europa in America e in Giappone… Com’è stato accolto?


Enri: Guarda il disco sta andando da paura, sono contento, vedo che all'estero sono anche più sensibili, mi richiedono compilation e credo di ricavarmi sempre più spazio in futuro.


Andrea: A livello album, sei soddisfatto del risultato finale ottenuto?


Enri: Purtroppo non avendo curato io il mastering non sono soddisfatto di come è stato masterizzato, un pò duro, un pò troppo brillante, amo un suono più caldo e impastato... ma dai tutto sommato soddisfatto.


Andrea: Che ricordi hai legati al periodo dei VIP200?


Enri: Ascoltavo tante colonne sonore italiane.. te ne sparo qualcuna: "il sorpasso" , "riusciranno i nostri eroi..." , "svezia, inferno e paradiso" , "metti una sera a cena" ... Ah altri tempi... Pensa musica fatta spesso "d'ufficio" ma con un potenziale sperimentale pazzesco, eravamo più avanti degli anglo-americani a quel tempo in questi film del periodo neo-realista ma come al solito non siamo mai noi a ricordarci, deve venire un "tarantino" della situazione per dircelo e allora va bene.

Vip200 bel periodo, belle serate, ottimi cocktails, riproponavamo vecchie colonne sonore a nostro modo... ingredienti semplici ma efficaci!

Peccato che si siano sfumati, era un progetto che poteva continuare ma il mercato Lounge richiedeva solo stereotipi anni '60 e banalità bossa nova...


Andrea: Parlando di ricordi... Importanti penso siano state le collaborazioni con artisti internazionali come Pizzicato Five, Peter Thomas, Maxwell Implosion…


Enri: Si importanti, Pizzicato Five è stata un'esperienza singolare per i miei livelli, abbiamo registrato 2 pezzi in uno studio pazzesco a Capri alloggio e trattamento davvero da capogiro, ti dico solo bottiglie di vino da 100 euro! Insomma a parte questo Maki Nomiya ovvero la singer dei Pizzicato è stata (come tutti i Giapponesi) molto simpatica gentile e disponibile, cosa che spesso non avviene neanche con il musicista più sfigato che c'è in Italia.

Con Maxwell è stato un ottimo rapporto, abbiamo fatto insieme il suo disco e abbiamo fatto molti remix tra i quali il cd cofanetto tutto giapponese di Lupin III remix, bellissimo! Poi tante altre cose, anche con Peter Thomas bella storia, lui a fatto tantissime colonne sonore per film dagli anni '50 in poi, tipo film colossal americani... tedesco anche lui come Maxwell, bella esperienza soprattutto di vita, poi eravamo a San Tropez nella sua villa al mare.. Aò!! Come avrai capito, collaborazioni da vero Vip!


Andrea: Quali sono i tuoi progetti per il 2007?


Enri: Sto registrando il nuovo disco e sono nel pieno del brain-storming... Poi concerti e ancora promozione in radio per questo disco. Ma soprattutto Energia, Passione e Sound in questo mondo dominato dal business. Un saluto a tutti i fratelli !

EYES ZINE


Innanzitutto una doverosa premessa:Enri è un grandissimo strumentista! A suffragio di questa affermazione basti pensare che in questo album suona:hammond,piano,moog,sintetizzatore,chitarra,basso e,in molti casi,perfino la batteria.

Ma se la sua abilità si fermasse "soltanto" a questo ciò ci lascierebbe forse indifferenti,ma il nostro si dimostra altresì un ottimo compositore degno della rinomata tradizione italica di esegutori di colonne sonore. Enri inoltre si dimostra un grande musicista,fornito di grandi idee che si riflettono nella grande varietà stilistica dei pezzi che compongono questo album. Se un aggettivo si volesse per forza trovare per illustrare il contenuto di "Music PerForMed" si potrebbe utilizzare un neologismo orribile quanto funzionale quale "stiloso". Qualcuno potrebbe anche avvalersi del termine lounge ma,a mio parere,si tratterebbe di una connotazione non propriamente adeguata ed invero piuttosto riduttiva.

Nello specifico i pezzi sono tutti di grande spessore,ma meritano una speciale menzione la bellissima suite strumentale "Birds",le atmosfere sixties da brivido di "Old enough" ed il brillantissimo rifacimento di "Lessons in love",una cover che,in questo caso,viene resa con tale maestria da brillare di luce propria. Quella di Enri è musica che vi proietterà in un'altra era che,per varie ragioni,non solo musicali,era indubbiamente più stimolante di quella attuale.

luca

...la profondità e l’ariosità giuste per un disco meraviglia che non è il caso di lasciarsi sfuggire: anche perché costituisce la base per la meritata esplosione internazionale del musicista, ora alle prese con un singolo che sta spopolando all’estero... (Marco Duse)

Testo tratto dalla rivista online NonSoloCinema anno III n. 19 - © 2007


"MUSIC PERFORMED" DI ENRI


Lessons in music


Articolo di Marco Duse - Pubblicato lunedì 9 luglio 2007

L’estate porta con sé il tempo libero, e il tempo libero ben speso porta con sé nuove scoperte. Tra queste il ripescaggio, complice un concerto al Marghera Village, di un disco freschissimo sebbene datato 2005: Music performed di Enri.


Romagnolo, al secolo Enrico Zavalloni, polistrumentista eccezionalmente dotato, Enri faceva parte di un gruppo di culto, i Vip200, il cui unico ed ormai introvabile album Psicoerotica fu pietra miliare dell’affermazione di un genere, ahinoi etichettato lounge, ormai sepolto e forse non a torto. Giusto per cominciare ad intuire la portata del fenomeno Vip200, basti sapere che Psicoerotica fu pubblicato come prima cosa per il lungimirante mercato giapponese, e venne distribuito in Europa sulla scia del successo orientale. Le esperienze musicali di Enri sono dunque di ampio respiro internazionale. Chiusa l’avventura dei Vip200, Zavalloni si concentra su una carriera (quasi) solista che gli permetta di suonare il suo strumento d’elezione, l’organo Hammond «come uno strumento qualsiasi. Come una chitarra per un chitarrista o la voce per un cantante, uso l’Hammond perchè penso di conoscerlo abbastanza bene… È uno strumento difficile, ha un suo mondo, lo devi saper prendere ma ha molte possibilità timbriche e mi permette di esprimere tante emozioni.» Munito di Hammond, sintetizzatore, tastiera, moog e accompagnato alle percussioni da Luca «Zan» Torri (e, dal vivo, dalla sezione di fiati degli Hot Horns), Enri dà vita in Music performed ad un universo sonoro ricco di suggestioni provenienti dagli anni ’60 e ’70. D’altronde non potrebbe essere diversamente, vista la lista degli strumenti impiegati per l’impresa: è l’Hammond in primis, infatti, a portare inevitabilmente con sé rimandi, ricordi, suggestioni di atmosfere musicali in voga tra i trenta e i quarant’anni fa. Ma Enri non si ferma alla rievocazione, al recupero o peggio ancora alla riesumazione: nei suoi pezzi, tutti originali tranne uno (ne parleremo tra poco), l’organo Hammond ritrova una precisa funzione, quella di generatore di un suono dotato di purezza e potenza timbriche rimaste insuperate. Così funk, soul e easy-listening conoscono una nuova, vividissima collocazione, quasi una riscrittura, o un ripotenziamento dei generi.


Venendo al disco, lo slalom tra i brani è più che gratificante, e conduce alla scoperta di vere e proprie chicche. Italian suite è uno dei pezzi strumentali più belli che ci siano in circolazione. Ricorda le colonne sonore di Piero Piccioni, ma la melodia che lo percorre, così nostalgica ed orecchiabile, lo rende quasi una canzone. Aria è un tuffo nella psichedelia più marcata, un pezzo quasi pinkfloydiano, mistico. Passando ai brani cantati, in I’m a VIP sembra di sentire Prince che rilegge i Blues Brothers (ma il ritornello sembra dei Bluvertigo). Old enough potrebbe uscire da un disco di James Brown, mentre Another chance è un pezzo beat, ma il cantato effettato lo colloca altrove, in un’altra dimensione. Giustamente famosa la cover di Lessons in love dei Level 42, trascinante, sintetica e leggera, con tanto di vocoder a sdrammatizzare il tutto. Tornando agli strumentali, è potenza assoluta la doppia traccia Cozmootronic experience parti prima e seconda, con quel giro di basso così sferzante ed espressivo. La conclusiva Horizon, in cui si avverte una spassionata eco morriconiana, ha il ritmo, la profondità e l’ariosità giuste per chiudere un disco meraviglia che non è il caso di lasciarsi sfuggire: anche perché costituisce la base per la meritata esplosione internazionale del musicista, ora alle prese con un singolo che sta spopolando all’estero (The performer, acquistabile su iTunes o su vinile 45 giri!) e che apre la strada ad un nuovo album di prossima pubblicazione, mentre Enri è attivamente coinvolto nel nuovo progetto di Mike Patton, Mondo cane, dedicato alle canzoni italiane degli anni ’50.