BABYLON BUS intervista:
Domande per Enri:
Andrea: ”Music Performed” è un album giocato sulle atmosfere psichedeliche e funk… quali sono le cose che maggiormente ti hanno ispirato per la composizione dei vari pezzi?
Enri: La fantasia! Unita ad una buona dose di libertà artistica poichè il disco l'ho scritto e prodotto io, quindi libero di cercare e sperimentare colori musicali che mi emozionassero davvero.
Andrea: Da notare inoltre, una certa presenza di tributi alle colonne sonore cinematografiche italiane degli anni 60 e 70. La musica di Enri, può essere adeguata come colonna sonora per films?
Enri: La musica che faccio è parecchio strumentale e parto sempre da una melodia principale che strutturerà poi il pezzo, tra l'altro metodo tipico delle colonne sonore. Amo molto la melodia anche se ho sposato il funk e la black music, ma sono convinto che la caratteristica del tutto italiana di comporre melodie molto belle sia la cosa più importante che c'è rimasta.. le colonne sonore italiane di quel periodo là.. '50-'60-'70 erano piene di melodie uniche, che ti comunicavano tanto da sole, anche se sotto potevano esserci arrangiamenti molto semplici e scontati, ma la melodia "bucava" quindi la mia ricerca si basa sul accoppiare melodie il più possibile originali e nuove con "una forza tutta loro" e arrangiamenti psico-fanta-delici, ovvero il mio sound...
Andrea: Il titolo dell’album deriva soprattutto dal fatto che è nato da un musicista poliedrico e capace di cantare e suonare diversi strumenti?
Enri: Non proprio... Il titolo di un disco, come anche la copertina, credo debba riassumere l'aria che si è respirata in quel periodo, l'humus, quello che si è vissuto in quel momento, e "Music Performed" nella sua semplicità contiene il significato del lavoro a questo disco, "musica suonata" che per me vuol dire: musica vera , musica fatta col cuore , fatta di sensazioni, insomma musica e basta.
Andrea: A proposito di strumenti… dell’organo Hammond è stato fondamentale per creare la giusta atmosfera anni ‘60/’’70…
Enri: Guarda.. non uso l'Hammond per riprodurre sonorità anni '60 '70, uso l'Hammond come uno strumento qualsiasi, come una chitarra per un chitarrista o la voce per un cantante, uso l'Hammond perchè penso di conoscerlo abbastanza bene, come una donna quando sai come prenderla... si perchè è uno strumento un pò difficile, ha un suo mondo, lo devi saper prendere ma ha molte possibilità timbriche e mi permette di esprimere tante emozioni e star bene... insomma un pò come una donna!
Andrea: Ci sono delle difficoltà particolari cui si va incontro quando si decide di proporre qualcosa di originale che al tempo stesso abbia delle basi con il passato?
Enri: Si, ne ho incontrate diverse di difficoltà, a livello discografico ed editoriale per realizzare l'album, ma poi una volta uscito ho avuto solo belle sorprese.
A livello discografico chi propone quello che assomiglia al mio genere (cioè soul funk lounge ecc...) non accetta niente che non sia prettamente una riproduzione del passato, magari anche scimmiottata, ma comunque la preferiscono a qualcosa di originale... Che poi io non li capisco, ostinati a rivolgersi alla nicchia della nicchia... Ma sai spesso non sono dei professionisti, come del resto la maggiorparte delle etichette indipendenti, da un lato c'è una bellissima democrazia, ma dall'altro tutti fanno gli artisti.
Poi fortunatamente ho trovato un'etichetta seria e interessata la "Record Kicks" con la quale ho trovato un buon punto d'incontro e tutt'ora stiamo lavorando a nuove uscite discografiche. "Music Performed" è uscito per la Record Kicks nel 2005 e abbiamo venduto un migliaio di copie, il disco e stato recensito bene e lo stò proponendo nei club italiani con crescente riscontro del pubblico! Sono molto contento e sono appagato dal fatto che un pubblico "vero", molto motivato, si sta avvicinando sempre più alla mia musica!
Avanti così, sono in uscita prossimamente nuovi brani su compilation a distribuzione internazionale ottime per valutare un eventuale riscontro discografico all'estero.
Andrea: In generale, come vedi il panorama musicale canoro odierno? Cosa ti piace e cosa no, del mondo delle sette note di questi ultimi anni?
Enri: E' abbastanza deludente, compro pochissimi dischi, in gengere amo tutta la musica, elettronica, pop, hip hop, cantautori ... ma sento poco cuore nelle produzioni e ho difficoltà a sopportare gli arrangiamenti fatti a tavolino per un pubblico piuttosto che per un altro... Forse è un mio problema ma sono fermamente convinto che la cosidetta crisi discografica dipenda proprio da questa "aridità" artistica e banalità allo scopo di vendere più dischi o forse totalizzare più denaro. Non si stanno rendendo conto però che più la musica è fatta per un pubblico da "usa e getta" e più la gente se la scarica dal web.
Io credo nella forza della musica perchè ho un a cultura musicale che mi permette di scovare ottima musica e godere delle emozioni che ti da, ma la gente in genere è abituata alla radio che è saturata di merda.. che a volte puzza di rock o altre volte di pop e di elettronica... Chi detiene il power discografico decide di rendere sempre più ignorante il pubblico così può produrre la propria "droga" sempre più tagliata male, ottenere un pubblico dipendente, che a mio avviso prima o poi avrà un'overdose... Non sò... Sono curioso... Di sicuro io starò a vedere al tavolino del bar con una Tassoni in mano.
Andrea: Quali sono gli artisti che più hanno influito sulla tua formazione professionale e sul tuo stile?
Enri: Chiaramente sono tanti ma voglio menzionare: Jimi Hendrix, Prince, Ennio Morricone, Stevie Wonder, Jeff Buckley Radiohead e Portishead.
Andrea: in questo tuo lavoro discografico, ti sei avvalso dell’aiuto del batterista Zan. Com’è nata la vostra collaborazione?
Enri: Suoniamo insieme da diversi anni, insieme a Giulio Aloisi e Teo Santini abbiamo fondato i Vip200, ma con Zan c'è sempre stato un rapporto artistico speciale, siamo molto in sintonia e, oltre ad essere un batterista molto originale ed espressivo nel modo che ha di portare il tempo, è una persona che ti comunica un'energia positiva, a mio avviso importante in campo artistico. Infatti poi è venuta praticamente naturale la scelta di metterlo in copertina assieme a me.
Andrea: Quali sono le caratteristiche di un tuo spettacolo “live”?
Enri: 3 quintali di tastiere Fanta-Psico-Funk a base di Hammond, batteria, e basta.
Ultimamente sezione fiati, alla vecchia insomma... tutti in abito nero ed io in abito bianco. Psicadelia Funk con molta melodia e improvvisazione!
Andrea: “Music Performed” è stato distribuito in Europa in America e in Giappone… Com’è stato accolto?
Enri: Guarda il disco sta andando da paura, sono contento, vedo che all'estero sono anche più sensibili, mi richiedono compilation e credo di ricavarmi sempre più spazio in futuro.
Andrea: A livello album, sei soddisfatto del risultato finale ottenuto?
Enri: Purtroppo non avendo curato io il mastering non sono soddisfatto di come è stato masterizzato, un pò duro, un pò troppo brillante, amo un suono più caldo e impastato... ma dai tutto sommato soddisfatto.
Andrea: Che ricordi hai legati al periodo dei VIP200?
Enri: Ascoltavo tante colonne sonore italiane.. te ne sparo qualcuna: "il sorpasso" , "riusciranno i nostri eroi..." , "svezia, inferno e paradiso" , "metti una sera a cena" ... Ah altri tempi... Pensa musica fatta spesso "d'ufficio" ma con un potenziale sperimentale pazzesco, eravamo più avanti degli anglo-americani a quel tempo in questi film del periodo neo-realista ma come al solito non siamo mai noi a ricordarci, deve venire un "tarantino" della situazione per dircelo e allora va bene.
Vip200 bel periodo, belle serate, ottimi cocktails, riproponavamo vecchie colonne sonore a nostro modo... ingredienti semplici ma efficaci!
Peccato che si siano sfumati, era un progetto che poteva continuare ma il mercato Lounge richiedeva solo stereotipi anni '60 e banalità bossa nova...
Andrea: Parlando di ricordi... Importanti penso siano state le collaborazioni con artisti internazionali come Pizzicato Five, Peter Thomas, Maxwell Implosion…
Enri: Si importanti, Pizzicato Five è stata un'esperienza singolare per i miei livelli, abbiamo registrato 2 pezzi in uno studio pazzesco a Capri alloggio e trattamento davvero da capogiro, ti dico solo bottiglie di vino da 100 euro! Insomma a parte questo Maki Nomiya ovvero la singer dei Pizzicato è stata (come tutti i Giapponesi) molto simpatica gentile e disponibile, cosa che spesso non avviene neanche con il musicista più sfigato che c'è in Italia.
Con Maxwell è stato un ottimo rapporto, abbiamo fatto insieme il suo disco e abbiamo fatto molti remix tra i quali il cd cofanetto tutto giapponese di Lupin III remix, bellissimo! Poi tante altre cose, anche con Peter Thomas bella storia, lui a fatto tantissime colonne sonore per film dagli anni '50 in poi, tipo film colossal americani... tedesco anche lui come Maxwell, bella esperienza soprattutto di vita, poi eravamo a San Tropez nella sua villa al mare.. Aò!! Come avrai capito, collaborazioni da vero Vip!
Andrea: Quali sono i tuoi progetti per il 2007?
Enri: Sto registrando il nuovo disco e sono nel pieno del brain-storming... Poi concerti e ancora promozione in radio per questo disco. Ma soprattutto Energia, Passione e Sound in questo mondo dominato dal business. Un saluto a tutti i fratelli !